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Dalla Loira alla Sicilia, passando per il Veneto

Tre vignaioli virtuosi e coraggiosi, i racconti e le immagini della vendemmia ed uno stile, un sistema di allevamento che li accomuna: l’alberello o gobelet in francese. Sono Cyril Le Moing, Angiolino Maule e Frank Cornelissen.

L’alberello a mio avviso è il miglior sistema di allevamento ma ci si arriva solo quando la vigna ha una certa età o se il terreno è molto magro; non servono fili di ferro o grossi pali di sostegno, al massimo qualche piccolo tutore per ogni vigna; si lascia che la pianta cresca come un piccolo albero, con il tronco basso e suddiviso sulla sommità in 3 o 4 branche, ognuna potata corta, con massimo tre gemme.

Il primo produttore, da nord, è Cyril Le Moing: due ettari e mezzo di vigna, tutta ad alberello e con età minima di sessant’anni con le varietà Sauvignon, Chenin blanc e Grolleau noir. A lui l’alberello piace perchè le vigne sono più libere e aperte, non danno problemi di botrite e si equilibrano da sole. Mi ha sottolineato il fatto che ogni pianta è diversa e durante la potatura invernale occorre soffermarsi a guardare come impostare la vigna per l’anno successivo, non è un lavoro meccanico e se si sbaglia si rischia di rovinare quell’individuo per sempre.

Il secondo è Angiolino Maule, in Veneto: lui a Gambellara ha solo un piccolo vigneto di Merlot ad alberello, piantato nel 1990 su un terreno molto sassoso e magro; semplicemente quando l’impianto era da sostituire ha deciso di provare questo metodo antico, visto molte volte in Francia. I primi anni le viti erano esuberanti e necessitavano una potatura verde ed una legatura durante l’estate, ora si sono regolate e si equilibrano da sole, producendo poca uva ma sana e di grande qualità…chissà che non voglia provare anche sulla Garganega!

Il terzo è Frank Cornelissen, un belga che l’alberello l’ha trovato sull’Etna e ne è rimasto folgorato, più di 10 anni fa. Da allora ha cercato e risistemato con grande intuito e tenacia vecchie vigne di Nerello Mascalese, tutte ad alberello, ad un’altezza tra i 600 e i 1000 metri. Da lui solo alcune foto dello scorso anno, in quanto da lui la vendemmia quest’anno è in forte ritardo e non è ancora iniziata, al contrario di Veneto e Loira, dove ormai si stanno raccogliendo gli ultimi grappoli!

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Dalla Loira alla Sicilia, passando per il Veneto

Tre vignaioli virtuosi e coraggiosi, i racconti e le immagini della vendemmia ed uno stile, un sistema di allevamento che li accomuna: l’alberello o gobelet in francese. Sono Cyril Le Moing, Angiolino Maule e Frank Cornelissen.

L’alberello a mio avviso è il miglior sistema di allevamento ma ci si arriva solo quando la vigna ha una certa età o se il terreno è molto magro; non servono fili di ferro o grossi pali di sostegno, al massimo qualche piccolo tutore per ogni vigna; si lascia che la pianta cresca come un piccolo albero, con il tronco basso e suddiviso sulla sommità in 3 o 4 branche, ognuna potata corta, con massimo tre gemme.

Il primo produttore, da nord, è Cyril Le Moing: due ettari e mezzo di vigna, tutta ad alberello e con età minima di sessant’anni con le varietà Sauvignon, Chenin blanc e Grolleau noir. A lui l’alberello piace perchè le vigne sono più libere e aperte, non danno problemi di botrite e si equilibrano da sole. Mi ha sottolineato il fatto che ogni pianta è diversa e durante la potatura invernale occorre soffermarsi a guardare come impostare la vigna per l’anno successivo, non è un lavoro meccanico e se si sbaglia si rischia di rovinare quell’individuo per sempre.

Il secondo è Angiolino Maule, in Veneto: lui a Gambellara ha solo un piccolo vigneto di Merlot ad alberello, piantato nel 1990 su un terreno molto sassoso e magro; semplicemente quando l’impianto era da sostituire ha deciso di provare questo metodo antico, visto molte volte in Francia. I primi anni le viti erano esuberanti e necessitavano una potatura verde ed una legatura durante l’estate, ora si sono regolate e si equilibrano da sole, producendo poca uva ma sana e di grande qualità…chissà che non voglia provare anche sulla Garganega!

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Il terzo è Frank Cornelissen, un belga che l’alberello l’ha trovato sull’Etna e ne è rimasto folgorato, più di 10 anni fa. Da allora ha cercato e risistemato con grande intuito e tenacia vecchie vigne di Nerello Mascalese, tutte ad alberello, ad un’altezza tra i 600 e i 1000 metri. Da lui solo alcune foto dello scorso anno, in quanto da lui la vendemmia quest’anno è in forte ritardo e non è ancora iniziata, al contrario di Veneto e Loira, dove ormai si stanno raccogliendo gli ultimi grappoli!